Baccanti Rewind
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Baccanti Rewind
Baccanti Rewind
da Euripide
drammaturgia Maddalena Mazzocut-Mis
regia Annig Raimondi e Paolo Bignamini
con Maria Eugenia D’Aquino, Maria Grosso, Annig Raimondi, Paola Romanò
luci e spazio scenico Fulvio Michelazzi
musiche originali Maurizio Pisati
costumi Nir Lagziel
assistenti alla regia Maria Grosso e Gianmarco Bizzarri
produzione PACTA . dei Teatri
in collaborazione con ScenAperta-Altomilanese Teatri, Università degli Studi di Milano e il progetto riabilitativo RI – COSTRUZIONE del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASST di Lodi
Ripercorrere la vicenda delle Baccanti riavvolgendo il nastro della narrazione porta a indagare le ragioni del gesto terribile e imperscrutabile di Agave: l’uccisione violenta del figlio Penteo è qui il punto di partenza e non quello di arrivo. È proprio a partire dalla fine vengono ricostruiti i fatti: il nuovo orizzonte diventa il tentativo di comprendere l’inspiegabile, uno sforzo destinato probabilmente a fallire, poiché lo scacco in cui ci mette questa tragedia è feroce.
Che cosa resta di Tebe alla fine del rito consumato dalle menadi sul monte Citerone? In questa riscrittura, restano solo tre donne, tre sorelle, tre Baccanti con il compito di tracciare un nuovo corso per la città. Una di loro è proprio Agave, alle prese con l’elaborazione del suo terribile gesto. In una sorta di clinica che pratica una crudele ‘terapia della memoria’, le donne costringeranno la sorella a confrontarsi con la consapevolezza del proprio delitto, la obbligheranno a farlo proprio, a caricarlo tutto su di sé. Al termine della ‘riabilitazione’ avranno così una nuova vittima: del tutto colpevole, del tutto sacrificabile, del tutto consapevole della propria colpa. Una nuova, perfetta, vittima. Un nuovo perfetto capro espiatorio.